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Franz Burger Roma gets dishiplined! #honestreviews

Franz Burger a Roma è a detta di molti una delle realtà più interessanti per l’hamburger capitolino. Ma noi non siamo “molti”, dopotutto… La nostra #honestreview

Ormai l’avrete capito, qui a Dishipline gli hamburger ci piacciono da pazzi. Visto che fino a tempo fa in città non si trovava molto di simile ai nostri oggetti del desiderio di ispirazione USA (bun morbido, carne succulenta e Maillard-centrica, topping sporcaccioni e morso che strappa via tutto insieme), succedeva che ci accontentassimo in genere delle rivisitazioni wannabe-gourmet all’italiana, ai panini inzuppati che cadevano a pezzi, alle Torri di Babele a 16 piani impossibili da addentare.

Qualcosa però è cambiato, o piuttosto forse sta cambiando.

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Posti come Trecca si sono dati, durante gli strascichi di lockdown, ad hamburger sì realizzati con materie prime d’alta fascia, ma di concezione visibilmente americana; il player italiano del fast Burgez ha aperto (e ne abbiamo scritto, e ci ha bloccati sui social), un altro fast food importantissimo per quel tipo di prodotto, Five Guys, è stato sul punto di farlo per quasi due anni in via della Stamperia (anche se ha poi levato, sembra definitivamente, le tende dalla città un paio di mesi fa).

Inoltre tutta una serie di localini gestiti da giovani sembra abbia sposato l’idea di imparare sul serio a fare gli hamburger, smettendo la pretesa di italianizzare il piatto (“thank you for being so not Italian“) per abbracciare gli stilemi sensoriali del modello di riferimento.

Nelle mie missioni di ricognizione in cerca di nomi nuovi in grado di offrire un buon prodotto, uno dei nomi che è saltato fuori più spesso è quello di Franz Burger che, come alcuni fan sarebbero pronti a giurare, propone uno degli hamburger migliori (se non proprio il migliore) della città.

Non potevo sottrarmi alla prova: ecco quindi com’è andata.

Franz Burger, il locale

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Franz Burger, a Roma, è situato in una zona “calda”; ma alle sue propaggini più tranquille: si trova sì in area San Giovanni, ma sul punto esatto di via La Spezia in cui questa si lascia alle spalle il caos commerciale dell’Appia per sospendere il fiato, raggiungere Piazza Lodi e la tranquilla non-terra che è l’incrocio con la Casilina (poi si ritufferà nell’hype pignetano, in rimembranze popolari prenestine).

Significa che troverete parcheggio senza i drammi di Re di Roma e dintorni, ma anche che per certi versi avrete l’impressione di trovarvi su uno stradone buio e semaforato; che sa un po’ di tangenziale.

Su questo scenario si affaccia, leggermente sopraelevata sul piano strada, una finestra rettangolare e luminosa dietro il quale intravvedrete la luminosa parete a piastrelle bianche, la cucina in bella mostra dietro le vetrine, il banco in legno, hanno scelto il metallo per il logo lineare e minimale. Quando andiamo c’è solo l’asporto, le sedie sono tirate zampe all’aria sui tavoli, si può essere nostalgici del chiacchiericcio che deve animare questo incrocio tra un diner e un hipster bar in tempi normali.

Franz Burger Roma: il menù e i prezzi

Quello che si può ordinare è scritto tutto su una lavagna: scegli se vuoi la polpetta di manzo, pollo o cavallo.

Mi si alza un sopracciglio: sono qui per provare l’hamburger – e una polpetta di cavallo non lo è. Allah Akh(burger)bar. Mi viene quasi voglia di ordinare la carne equina, ma poi, nonostante i miei trascorsi catanesi, per il bene della scienza riuscirò a resistere.

Manzo, grazie, continuo a scorrere il menù. Scegli il pane (bun classico, ai cereali, o pane arabo – mi si alza l’altro sopracciglio. MAOMETTO er ketchup?!).

Su queste basi, potete scegliere tra dodici variazioni sul tema, dai 7 ai 15 euro. Alcune, già dal nome, si preannunciano dichiaratamente italianissime mafia pizzamandolino (c’è pure una proposta REGIONALE, “Le radici ca tieni”. Mi sale la pizzica). Per contorno patate al forno (sigh), insalata o verdure grigliate; a rispettivamente 3, 3, e 4 euro. Da bere soft drinks, birre industriali e qualche artigianale in bottiglia.

Franz Burger Roma: i panini

Scegliamo Lo Spinto e Il Gordo, accompagnati da patate al forno sia semplici che con bacon e sciacquate da generose dosi di Coca Zero. Ecco le nostre impressioni:

Il Gordo

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Ingredienti: pomodoro, insalata, uova strapazzate, cipolla, zucchine, peperoni, bacon e cheddar

Impressioni: Il bun è buono, soffice ma resistente tanto all’imbibimento dei succhi ceduti dal patty. Il morso strappa tutti gli ingredienti contemporaneamente, restituendo un’esperienza gratificante. Buona la carne come qualità dell’ingrediente e gusto, pessimo il patty: mal compattato, con l’hamburger che si sbriciola in grossi pezzi ad ogni sferzata di dente. Fronte topping, buono il bacon croccante e molto presente; utili i peperoni e la cipolla rosolati di cui si percepiscono chiare la qualità del vegetale ed il buon trattamento che ad esso è applicato. Irrilevanti le uova strapazzate ed il cheddar, quasi fastidiose le zucchine, che disturbano l’insieme facendomi sentire un po’ al cospetto dei panini pallidi che si trovano talvolta in quei bar da pausa pranzo.

Voto: 5,5

Lo Spinto

Ingredienti: friggitelli, cipolla, cheddar, bacon e mayo al peperoncino fresco

Impressioni: Del tutto analoghe al precedente le considerazioni sul pane, molto meglio in questo caso l’hamburger che riesce a non smembrarsi in tocchi e mi fa pensare all’eventualità di aver beccato il patty sfortunato. È succulento ma molto magro, il gusto è buono e tende al dolce, ma manca un po’ di cazzimma e di crosta. Decisamente migliore rispetto al caso precedente la combinazione di ingredienti, che verte sull’asse sacro del cheeseburger con l’aggiunta delle cipolle saltate e quella, assolutamente brillante, dei friggitelli. Troppo poco piccante, o meglio pressoché assente per la mia soglia di assuefazione alla capsaicina, la maionese al peperoncino fresco.

Voto: 7

Patate al forno

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Ingredienti: patate, forno.

Impressioni: sono patate al forno, e nemmeno delle migliori, mancando un po’ di speziatura, sale e croccantezza. Va ancora peggio con la versione al bacon, buttato a pezzi sopra le patate inerti senza una logica, un legante o un tratto d’unione.

Voto: 4

The Dishipline

Se cercate un hamburger all’americana, Franz Roma non è il posto giusto. Si tratta, al contrario, di una proposta dall’italian touch piuttosto spiccato; anche se in questo caso di per sé la cosa non è un male assoluto.Al netto di ingenuità e imprecisioni piuttosto gravi nella preparazione e nella scelta di alcuni topping, infatti, i panini di Franz raggiungono in media una sufficienza abbondante grazie al buon pane, alla qualità medio-alta delle materie prime, ad un’esperienza gustativa e tattile tutto sommato corretta.

Le decisioni di produzione di cui sopra, però, rischiano di tenere il locale sospeso tra pretese gourmet e accorgimenti filo-americani, in un limbo tecnico e concettuale che a tratti sa di panineria per fuorisede a San Lorenzo.

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